Sogni S., 1999, L’aralia: robusto sempreverde a foglia larga, Linea Verde, 6:52-54

LA PIANTA

a cura di Stefano Sogni

Tecnico responsabile del settore produzione e promozione di Zelari Piante

L’ARALIA

NOME BOTANICO: Fatsia japonica (Thunb.) Dechne & Planchon.

SINONIMI: precedentemente nota come Aralia sieboldi, tutt’oggi anche (impropriamente) chiamata Aralia japonica.

NOME COMUNE: Aralia o, più raramente, fazia.

FAMIGLIA BOTANICA: Araliaceae.

AREA DI ORIGINE: Giappone e Sud Corea.

HABITAT NATURALE: nelle aree d’origine cresce spontanea in foreste costiere.

HABITUS VEGETATIVO NATURALE: arbusto sempreverde, a medio/rapido accrescimento, di habitus espanso e talora di notevole sviluppo in condizioni ottimali, caratterizzato dalle ampie foglie a cui si deve il valore ornamentale.

NOTE DI MORFOLOGIA:

CONDIZIONI PEDO-CLIMATICHE:

MOLTIPLICAZIONE: l’aralia si moltiplica solitamente per seme, impiegando seme fresco in primavera e seminando in vassoio per poi ripicchettare da 2 a 4 piantine in un vaso da 8 a 14 cm (secondo la tipologia produttiva aziendale); la temperatura ottimale di germinazione è di circa 20 oC. E’ comunque anche possibile moltiplicarla in primavera per talea di punta, impiegando porzioni apicali di un anno di età.

NOTE COLTURALI: l’aralia è una pianta da serra temperata; infatti, pur se riesce a sopravvivere a temperature inferiori allo zero (tanto da poter vivere tranquillamente all’aperto nell’Italia centromeridionale), per poter crescere in inverno richiede temperature fra 18 e 20 oC durante il giorno e fra 12 e 14 oC durante la notte; le basse temperature, inoltre, pur se non compromettono la sopravvivenza della pianta, ne comportano comunque uno scadimento qualitativo generale. In primavera ed estate, l’aralia può essere coltivata all’aperto sotto ombraio, con un ombreggiamento del 60-70%.

Pianta molto resistente alla salinità, l’aralia sembra gradire buone quantità di matrice organica nel substrato, ed in particolare l’impiego di terriccio di foglie o prodotti similari.

Si avvantaggia di irrigazioni frequenti ma non eccessive. Dato che le foglie, se frequentemente bagnate risultano più lucide, la metodologia ideale è quella della irrigazione per aspersione (irrigazione a pioggia).

L’aralia normalmente non è soggetta ad alcuna potatura durante il normale ciclo colturale aziendale; reagisce comunque positivamente ad eventuali interventi cesori, con emissione di numerosi nuovi getti, e pertanto si possono effettuare potature su esemplari adulti (in coltivazione od impiantati in giardino) per un loro recupero estetico o per un loro riequilibrio vegetazionale.

Fra i pochi parassiti dell’aralia, si segnalano acari (Metatetraninchus ulmi, Phytonemus pallidus, Brevipalpus obovatus ed Tarsonemus spp.), afidi (vari) e soprattutto cocciniglia (idem). Le avversità si riducono fondamentalmente a marciumi radicali (Thielaviopsis basicola), verticillosi (Verticillum albo-atrum) e macchie fogliari (Colletothrichum trichellum).

NOTE DI IMPIANTISTICA E PAESAGGISTICA: come in precedenza accennato, l’aralia vegeta molto bene in posizioni di mezz’ombra, meglio se riparata così da evitare i freddi invernali; è particolarmente indicata per giardini di località di mare, non risentendo fra l’altro in alcun modo dei sali dispersi nell’aerosol atmosferico.

TIPOLOGIA COMMERCIALE: piante di Fatsia sono solitamente disponibili in assortimenti commerciali che vanno dal piccolo vaso di diametro 8 cm fino ad esemplari di 1.5 o più metri, comunque sia sempre in vaso e quasi mai in zolla, data la tipologia produttiva (pianta da serra temperata, vedi "Note colturali"); se disponibili, le piante di zolla tendono spesso ad "alleggerirsi" di foglie all’atto dell’invasatura, con uno scadimento del valore ornamentale della pianta (valore che peraltro essa in seguito recupera se adeguatamente assistita e se sottoposta alle adeguate cure colturali ed ad eventuali interventi di potatura di ricostituzione).

CVS DI INTERESSE: oltre alla forma tipo si coltiva:

la cv Variegata, caratterizzata dall’avere le punte dei lobi fogliari bianchi;

la cv Variegata aurea (=Aureovariegata), con foglie marginalmente variegate di giallo;

la cv Moseri, nana e compatta;

tutte queste cvs sono poco diffuse sia in coltivazione che in commercio.

SPECIE CORRELATE DI INTERESSE ORNAMENTALE: in quanto in precedenza classificata come Aralia, alla Fatsia japonica si accomunano spesso l’Aralia elata ("Angelica del Giappone"), con la sua interessante cv Aureovariegata, marginata di giallo, e l’Aralia spinosa ("Bastone del Diavolo"); entrambe queste specie sono di modesta o nessuna coltivazione.

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